Cosa abbiamo ideato per l'emergenza COVID-19

Grazie al know-how acquisito in questi tre anni (basato peraltro su un utilizzo più spinto verso il marketing di prossimità), abbiamo concentrato la nostra attenzione sul monitoring dei pazienti, visitatori ed operatori sanitari all’interno delle strutture ospedaliere.

In particolar modo in questo momento di altissima criticità, riuscire a monitorare le persone che si muovono all’interno della struttura è di estrema importanza, perché in fase di accettazione (pensiamo ad un triage del pronto soccorso) o di trasferimento di un paziente da un reparto ad un altro, oppure ancora se un paziente viene accompagnato da un soggetto non sintomatico, non sempre si riesce a riconoscere se la persona in questione sia o meno positivo al Coronavirus, soprattutto se è un asintomatico. Monitorare i movimenti all’interno delle diverse aree informatizzate, significa tenere traccia delle persone, dei loro movimenti e con chi sono stati a contatto durante la permanenza in ospedale.

Il monitoraggio viene realizzato grazie all’installazione di antenne radio che dialogano con dei braccialetti beacon sanificabili, che vengono assegnati in fase di accettazione/triage ad ogni singolo utente presente (accompagnatori inclusi). I dati vengono raccolti in tempo reale. L’utilizzo delle antenne radio abbinate alla tecnologia beacon, permette così di misurare movimenti, distanze ed interazioni tra persone, con una maggiore precisione (scarto di errore inferiore al metro) rispetto alle celle di aggancio telefoniche.

Il punto è questo: se, come purtroppo accade, un asintomatico o addirittura un operatore stesso, involontariamente, contrae l’infezione ed entra in contatto con altri soggetti, crea un focolaio. Per debellare il focolaio, l’unico strumento possibile è la quarantena. Il problema è che, in tal caso, occorre mettere in quarantena reparti interi e gruppi interi di personale sanitario. C’è un ulteriore problema: il risultato del tampone non è immediato e dalla scoperta della positività, occorre risalire a tutti i contatti avuti dalla persona infetta, mediante intervista ed indagini. Più tempo intercorre tra la scoperta della positività e la quarantena dei possibili contagiati, più il focolaio si propaga perché a loro volta, i contagiati inconsapevoli, possono aver avuto contatti con altri.

Noi interveniamo qui: siamo in grado di individuare tutti i soggetti con cui il visitatore positivo è stato in contatto entro il perimetro della struttura sanitaria, con un margine di errore inferiore alla distanza di sicurezza raccomandata dai protocolli Covid-19 adottati in Italia, con pochi click su una dashboard di controllo. Eliminiamo quindi il tempo necessario per l’indagine e le interviste sui potenziali altri contagiati. Occorre infine tenere in considerazione questo: uno strumento che rileva il flusso (o movimento) delle persone all’interno degli spazi, consente di verificare, validare o addirittura migliorare i protocolli di gestione in sicurezza, perché crea dati utili a prendere decisioni sulla gestione del rischio. In sanità, gestione del rischio raggruppa tutte le attività necessarie a ridurre potenziali rischi di salute a pazienti, operatori e persone in visita.

Il progetto è già pronto.
La tecnologia può essere operativa in un tempo stimato di 20 giorni

 

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